Federcontribuenti: “Ieri alla Sabino Esplodenti altri tre operai morti, una scia di sangue di lavoratori che non si ferma”.
(ASI) Lo afferma Stefano Vergani vicepresidente di Federcontribuenti. “Le morti sul lavoro hanno ormai raggiunto le dimensioni di una strage, con i numeri che, drammaticamente, si aggiornano quotidianamente.                                                                                                La politica – puntualizza in una nota Vergani – al di là di belle parole e prese di posizione anche decise, si limita a questo, non avviando azioni concrete per fermare questo stillicidio. “
 
Ormai i media catalizzano la loro attenzione su morti sul lavoro, femminicidi e incidenti stradali, ma se, per le ultime due voci di questo terribile  elenco, qualcosa si sta facendo, per quelli che muoiono sul posti di lavoro ci si limita a poche parole di cordoglio e null’altro”. Vergani sottolinea come Federcontribuenti “vuole invece dare voce alla rabbia di chi assiste a questo triste rosario di morti, raccogliendo il contributo di chi ha a cuore la soluzione del problema, che non può risolversi con mazzi di fiori e parole di circostanza”. 
 
L’Italia e la sua civiltà, per Vergani  “hanno bisogno di nuove regole, ma soprattutto hanno la necessità che il livello di attenzione del Paese si elevi perché le risposte in termine di sicurezza, e soprattutto di prevenzione, siano degne di uno Stato con la cultura giuridica del nostro. 
 
Perché è anche sconcertante che, davanti a questo problema, a ”guadagnarci”, in termini di risparmio economico, sono quelle società che non rispettano i parametri della sicurezza, mentre, di contro, ad essere penalizzate sono quelle virtuose, che – conclude il vicepresidente di Federcontribuenti – non esitano ad affrontare spese pur di garantire le migliori condizioni di lavoro per le maestranze”.  
 
 
 

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