Nuova allerta Covid. Confindustria servizi HCFS: «Il Paese non può farsi trovare impreparato, manca una azione preventiva»

(ASI) Roma - Con il nuovo diffondersi del Covid, puntualmente ci si ritrova in una situazione di incertezza su procedure da adottare e accorgimenti da tenere. Dal 5 maggio 2023 l'OGM ha dichiarato la fine della fase emergenziale e l'inizio di quella fase di prevenzione alla diffusione del Virus Covid19 che ancora deve essere organizzata.

Le nuove circolari del Ministero della Salute degli ultimi giorni, che hanno fornito specifiche rispetto ai casi di obbligatorietà dei tamponi e sui comportamenti da tenere, in particolar modo visto il rientro a scuola di milioni di studenti, testimoniano come l'allerta Covid, visti i nuovi contagi, stia assumendo nel nostro Paese proporzioni che devono essere attentamente tenute sotto controllo, con gli accorgimenti presi durante la fase pandemica. In particolar modo in fase di pulizia, sanificazione e sicurezza degli ambienti.

«Sarebbe davvero incredibile se il nostro Paese si facesse trovare impreparato o sottovalutasse il problema» lo dice in una nota  Lorenzo Mattioli, presidente di Confindustria Servizi HCFS, «perché si tratta di una emergenza con la quale ci siamo già misurati e che abbiamo superato grazie allo sforzo di tutti. Il settore che rappresento, quello delle pulizie e delle sanificazioni e più in generale quello dei servizi integrati, si è rilevato essenziale nel combattere la diffusione del Covid e può svolgere un ruolo fondamentale anche in fase di prevenzione, di cui chiediamo una programmazione e degli indirizzi precisi. Sarebbe inoltre paradossale trovarsi nella situazione di intervenire negli ambienti scolastici o ospedalieri con le modalità pre-Covid senza garantire la salubrità sicurezza degli ambienti nella condizione attuale».

 

 

Foto: si ringrazia Lorenzo Mattioli, presidente di Confindustria Servizi HCFS.

 

 

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