Valdegamberi: “La Bce sta sbagliando: non si riduce l’inflazione da offerta con l’aumento dei tassi.

È un'azione kamikaze: sono colpite famiglie e imprese. Uniche a trarre vantaggio le banche”

(ASI) "I continui aumenti dei tassi di interesse provocati dalla Banca Centrale Europea (BCE) a guida della signora Lagarde per colpire l’inflazione sono del tutto sbagliati e contro ogni principio di buona politica economica: non si abbatte l’inflazione da offerta aumentando il tasso di sconto

Questi continui aumenti non fanno altro che appesantire per le PMI e, soprattutto, per le famiglie consumatrici i costi dei prestiti e dei mutui bancari in essere a tasso variabile e dei nuovi finanziamenti attivabili anche a tasso fisso, con l’effetto di aggravare ancora il caro-vita, frenando gli investimenti privati e con il rischio collaterale di aumentare le possibilità di una recessione. Le uniche a creare extra-profitti sono le banche. Già stiamo assistendo al calo italiano ed Europeo della produzione industriale nel primo semestre 2023. Se si vuole ridurre l’inflazione, va subito rivista la politica estera ed energetica europea: dalle sanzioni che hanno comportato maggiori costi nella logistica e nelle materie prime, alla rinuncia al gas low cost russo, alla politica ideologica di transizione ecologica. Il prezzo dell’energia dal periodo ante-crisi ad oggi è mediamente più che raddoppiato. Ciò significa recessione: perdita di competitività del sistema Europa rispetto ad altri sistemi." Così in una nota il Consigliere Regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi.

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