Non si Tocca la Famiglia: Inaccettabili disparità di trattamento nelle scuole tra alunni vaccinati e non. Intervenga subito il Garante per la Privacy
(ASI) "Si apra un confronto serio sulla attuale disparità di trattamento, tra alunni vaccinati e non vaccinati, delle scuole medie e superiori, che  limiterà pesantemente il diritto allo studio per i ragazzi non vaccinati, in caso di riscontrata positività in classe di due studenti. 
Ricordiamo che questa discriminazione, che si realizzerà con la disposizione della quarantena e dell’attivazione della dad per 10 giorni per i soli studenti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale con la terza dose, costituisce una misura che farà’ gravare sugli studenti la mancanza di provvedimenti concreti che le Istituzioni avrebbero dovuto adottare in questi due anni di pandemia, al fine di rendere la Scuola sicura.
La Scuola non può discriminare tra studenti in base allo stato vaccinale e la didattica in presenza va garantita a tutti, ma se non ci sono le condizioni per via delle due positività in classe, il provvedimento di quarantena deve essere uguale per tutti e nell’interesse di tutti.
La Scuola non è solo didattica, ma è luogo di inclusione e coesione sociale, non di divisione per le scelte vaccinali operate dalle famiglie.
Lo afferma Giusy D'amico presidente dell'associazione che sottolinea come la disparità di trattamento, si muove in direzione contraria a quanto stabilito dall'autorità Garante per la Privacy nel Comunicato stampa  del 23 settembre 2021 ove si legge  che "non è consentito conoscere lo stato vaccinale degli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione né è richiesto il possesso o l'esibizione della certificazione verde", pertanto, è chiaro che gli studenti vaccinati per poter frequentare in presenza dovranno dimostrare i requisiti previsti dal nuovo decreto, ossia la documentazione attestante la vaccinazione, che, pertanto, verrà acquisita dalla scuola in violazione del come pronunciamento del Garante ancora vigente.
A tale proposito in data 11 gennaio 2022 come Associazione nazionale di genitori abbiamo inviato una richiesta di chiarimento ufficiale, su questioni tanto sensibili, al  Garante per la protezione dei dati personali con sede a Roma. 
Attendiamo nelle prossime ore un chiarimento pubblico da parte del Garante e un provvedimento nelle scuole che garantisca un clima inclusivo per tutti e orientato a costruire la cultura del rispetto. "  Così in una nota Non si Tocca la Famiglia.
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