(ASI) “Siamo sicuramente soddisfatti che possano essere inserite misure per il patrimonio culturale privato come il Fondo per il restauro degli immobili sottoposti a vincolo, passato grazie anche a un emendamento a mia prima firma,  ma vogliamo sollevare numerose criticità.


Vista l’esigua entità del Fondo - 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 - che rappresenta nulla più che un segnale simbolico nei confronti degli immobili privati sottoposti a vincolo, troviamo singolare la scelta di non consentirne la cumulabilità con altri contributi. Ciò anche in virtù del fatto che tali immobili rappresentano il 2 per mille dell’intero patrimonio immobiliare italiano e dell’incertezza normativa che verrebbe a crearsi in caso venga fatta richiesta di accesso al Fondo, ma le risorse dello stesso risultassero esaurite. In tale ipotesi, si renderebbe più complesso l’accesso ad altri contributi, potenzialmente non possibile alla luce della richiesta di accesso al Fondo in oggetto. L’esclusione dal credito d’imposta per chi esercita attività d’impresa impedirebbe l’accesso a larga parte dei possibili beneficiari. Infatti, il riconoscimento del contributo alle sole persone fisiche circoscrive in modo inspiegabile tale platea, escludendo a titolo esemplificativo chiunque eserciti nella sua proprietà anche attività commerciali. Presenteremo emendamenti per aumentare i fondi a disposizione e risolvere queste criticità che rischiano di causare grovigli normativi e impossibilità di accedere ad altri sostegni, in una situazione già di per sé difficile.” Così il responsabile Cultura e capogruppo in commissione Cultura di FDI, deputato Federico Mollicone.

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