(ASI)  Roma,  "Con il provvedimento sull’assegno unico universale finalmente si mette fine alla discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi che ora potranno percepire l’assegno per i figli a carico.

Col progressivo abbassamento del tasso di natalità degli italiani, si rendono necessarie leggi che favoriscano la famiglia e una ripresa della natalità. Si tratta, per ora, solo di un primo segnale, un decreto ponte che, a mio avviso, utilizza un metodo di calcolo perfettibile, considerata l’esiguità degli importi degli assegni. In questo senso ho proposto un emendamento che mette mano ai requisiti necessari per il percepimento dell’assegno unico: un emendamento che restringeva la platea dei beneficiari ai soli cittadini italiani, europei e extraeuropei limitatamente a coloro i quali avessero ottenuto lo status di rifugiato politico e la protezione internazionale. Tale emendamento è stato respinto dall’aula con il voto contrario di PD, IV e M5S. Non nascondo la mia sorpresa nel constatare che anche gli amici di FdI abbiano contribuito alla bocciatura dell'emendamento con la loro astensione".

Così la senatrice della Lega Nadia Pizzol, prima firmataria dell'emendamento al decreto in questione.

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