(ASI) “La legge 109 del 1996, che il 7 marzo compie 25 anni, ha sicuramente rappresentato una svolta nell’utilizzo dei beni confiscati alle mafie. Con il via libera al riutilizzo sociale dei beni tolti ai boss è iniziata una nuova stagione in cui le associazioni di cittadini, in prima fila Libera di don Ciotti che raccolse le firme per portare la legge in Parlamento, e gli enti locali sono diventati veri protagonisti della lotta contro i clan.

 

Sono stati costruiti così tantissimi segni, visibili sul territorio, della progressiva sconfitta delle mafie: non solo arresti e processi ma tante ricchezze tolte ai boss e restituite ai cittadini. L’approvazione di quella legge fu anche una bellissima pagina del lavoro Parlamentare, trainata dalla maggioranza di centrosinistra la maggior parte dei parlamentari approvò la nuova legge molto velocemente.

Adesso ci vorrebbe lo stesso spirito per migliorare ancora la legge esistente, investire in risorse umane e finanziarie per non sprecare neppure un bene tolto alle mafie con una attenzione particolare ai rischi della penetrazione mafiosa nella gestione dei fondi del Recovery e nella crisi sociale della pandemia”.

 Lo afferma in una nota Walter Verini, membro della Commissione Antimafia.

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