(ASI) “In Europa c’è una frattura incolmabile tra due mondi: da un lato ci sono i giovani che si iscrivono alle facoltà umanistiche, alle accademie d’arte e ai conservatori per coltivare un talento, dall’altra abbiamo una politica ultra-liberista che privatizza de facto il patrimonio culturale, soprattutto quello materiale, cedendolo a fondazioni per cinquanta o novant’anni.

Questo rende la nostra storia solo un business spregiudicato. Spero che l’interpretazione dell’articolo 167 del TFUE sia quella di proteggere davvero il patrimonio culturale comune dell’Europa, non di venderlo al miglior offerente, altrimenti tutte le nostre belle iniziative e le nostre belle parole sono inutili. Il patrimonio culturale è la nostra storia, ciò che siamo stati e ciò che siamo oggi, il nostro compito è solo quello di conservarlo per le generazioni future. Il talento e l’intelligenza sono come un fiore, senza acqua appassiscono. Promuovere lo sviluppo della cultura è il nutrimento”, così in un intervento in plenaria Isabella Adinolfi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

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