(ASI) "Anche il decreto Ristori, come altri provvedimenti che ha varato questo governo, si muove lungo una strategia emergenziale senza affrontare nel merito le difficoltà di chi è rimasto indietro a causa della crisi economica. Le attività si aspettavano, infatti, da parte dello Stato non elargizioni, ma interventi coraggiosi.

E invece si è andati con sospensione o dilazione di imposte. Insomma, alle famiglie sarebbe stato utile un saturimetro in più e qualche monopattino in meno".

A dirlo è il senatore di Fratelli d'Italia, Gaetano Nastri, nel corso del suo intervento in Aula sul decreto Ristori.

"Sono tanti i settori che lamentano di essere stati dimenticati, precisa il senatore di FdI, a partire da quello ricettivo per il quale si è ragionato, sbagliando, sulla base della differenza tra il fatturato di aprile 2019 e quello di aprile 2020, che come si sa è uno dei mesi meno indicativi e anche con minor fatturato. Ma nulla è stato fatto per il comparto turistico e per quello degli eventi. Per non parlare degli ambulanti, a cui è stato imposto il divieto di lavorare nei giorni festivi e prefestivi, persino a dicembre, sottraendo loro così circa il 50 per cento dell'indotto annuale".

"Ciononostante ci intestiamo il merito di essere riusciti ad approvare il nostro emendamento che potenzia il trasporto pubblico locale e che consente alle Regioni e ai Comuni di stipulare convenzioni con aziende private di bus, titolari di licenze per l'esercizio di taxi e per i noleggi con conducente (NCC). Una proposta che FdI sostiene da tempo in quanto riteniamo che i trasporti rappresentino la vera falla del sistema, alla quale il governo e la maggioranza non sono stati capaci di opporre valide soluzioni. Ecco, forse sarebbe stato opportuno più ascolto e meno arroganza, più condivisione e meno dirette streaming" conclude il senatore Nastri.

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