(ASI)Roma - "Le parole del Presidente Mattarella hanno squarciato un velo di oblio che, a causa dell'emergenza covid, è calato sulla condizione di malati psichici in Italia e su quella delle loro famiglie, primo e fondamentale ambiente dove il paziente vive quotidianamente.

Come detto dal Capo delo Stato, è basilare riconoscere il ruolo che le famiglie recitano nel supporto alla persona con malattia psichica, che irrinunciabilmente deve essere sostenuto da un rinnovato e concreto impegno delle istituzioni. E' attraverso quest'ultime che il diritto alla salute mentale si compie e, in tempi così complessi, deve radicarsi come cardine fondamentale della nostra società, perché nessuno sia lasciato solo. Non basta omaggaiare i malati con la testimonianza della giornata mondiale della salute mondiale, come accaduto lo scorso 10 ottobre: servono atti e fatti concreti. In Senato, inspiegabilmente, giace senza considerazione, da due anni, il disegno di legge numero 656 a mia firma e assegnato alla commissione Sanità, che aveva come suo cardine un nuovo approccio alla gestone della malattia mentale. Perché non si apre una stagione di confronto partendo da quel provvedimento? Ora si riparla di commissione di inchiesta che indaghi sul sistema sanitario e sulle carenze manifestate: si parta considerando anche questa fondamentale tematica; lo si faccia per le migliaia di pazienti e di famiglie senza voce e senza ascolto":

Così la senatrice della Lega Raffaella Marin, componente della commissione Sanità a Palazzo Madama.

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