(ASI) Auspichiamo che la Commissione antimafia, che per due giorni ha operato, in terra di Calabria, una serie di controlli, con  incontri ed  audizioni di vario tenore - tranne che con le Forze Sociali maggiormente rappresentative - sia giunta a determinazioni e conclusioni prive  di " ma", di "se" e di "sembrerebbe". Insomma che dimostri come, oltre le parole esista la determinazione a contribuire al ripristino del diritto civico e sociale.

 

La Calabria, assurta da sempre  agli onori della cronaca, più che per le proprie ricchezze naturali ed antropiche, per storie di malaffare, necessita di  particolare attenzione ed interventi risolutivi e chiarificatori su numerosi capitoli.

Occorre fornire risposte precise su questioni  fondamentali quali la criminalità organizzata, le tratte dei migranti, lo smaltimento dei rifiuti, le folli spese della sanità, gli illeciti amministrativi, gli  sperperi sui servizi e i trasporti pubblici.

Occorre smetterla con i privilegi e le caste radicate nelle autonomie locali, ma soprattutto è necessario individuare e colpire chi  ha messo in essere "la redditizia impresa della cattiva gestione amministrativa della res pubblica" a discapito dei cittadini calabresi portati allo sfinimento economico e sociale da decenni di  silenzi e complicità ingiustificabili che hanno ridotto una splendida Regione in ginocchio.

La Commissione  parlamentare Antimafia, faccia porre al centro dell'agenda di governo  la Calabria ed intervenga concretamente per individuare i responsabili del malessere di una straordinaria regione e creare le condizioni affinché siano alleviati  i disagi di tanti onesti e laboriosi calabresi che vivono sulla propria pelle  un’emergenza infinita.

"Tutele dei diritti fondamentali dell' uomo e del cittadino, dal lavoro alla salute, dall’Istruzione all' ambiente, dalla viabilità alla fruizione dei servizi essenziali.  Questo chiediamo! E pretendiamo di ricevere dallo Stato e da chi dovrebbe rappresentarci fatti e azioni  concrete non vetrine e passerelle finalizzate ad eccessi sterili di protagonismo personale, che offendono e mortificano ulteriormente un Popolo fiero e dignitoso come quello calabrese." Così in una nota Ornella Cuzzup, Segretario Unione Generale del Lavoro Calabria.

    

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