(ASI) "È importantissimo il voto di oggi del Senato per equiparare l’elettorato attivo di Camera e Senato. Più di quatto milioni di elettori maggiorenni acquisiscono i pieni diritti politici e il Senato diventa davvero un’Assemblea eletta a suffragio universale.
 
Questo ha sia una profonda valenza democratica superando una differenziazione divenuta ormai insostenibile sia un grande significato funzionale perché azzera praticamente la possibilità di maggioranze diverse. È  una scelta coerente con la riforma del 1963, la quale eliminò anch’essa un’altra differenziazione irrazionale, allineando formalmente la durata del Senato, prima di sei anni, a quella quinquennale della Camera.
 
Peccato per la mancata uniformità anche dell’elettorato passivo, prezzo però pagato alla necessità di riforme costituzionali condivise.
 
Chiederemo alla Camera di effettuare alla ripresa la propria votazione finale chiedendo a tutti di votarla a due terzi. Se ci sarà questa lungimiranza, anche il Senato potrà chiudere a dicembre e la riforma diventerà operativa già prima di fine anno.
 
Il treno delle riforme, di una saggia manutenzione costituzionale, è ripartito con forza."   Così in una nota il deputato del PD, Stefano Ceccanti.

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