(ASI) Apre sabato prossimo 12 settembre a Pomezia (Roma) il congresso nazionale del Popolo della Famiglia (PdF), rinviato per sei mesi a causa dell’emergenza Covid.

Saranno rinnovate le cariche del partito che alle elezioni politiche del 2018 ha raccolto 220mila voti pari allo 0,7% nazionale. Si tratta di un congresso unitario, che riconfermerà alla presidenza nazionale del movimento il romano Mario Adinolfi in ticket con il vicepresidente salernitano Nicola Di Matteo. La novità è il segretario nazionale, il comasco Andrea Brenna, vicesindaco di Grandate e capofila degli eletti che il Popolo della Famiglia ha piazzato in molte amministrazioni locali. “Il Popolo della Famiglia va a congresso con l’obiettivo dichiarato dal titolo della mozione unitaria: andare al governo del Paese”, spiega Mario Adinolfi. “Dopo anni di assenza, è chiaro che bisogna riportare i cattolici alla guida dell’Italia, con un programma di riforme chiare che partano da una fiscalità tutta nuova a misura di famiglia e da investimenti sulla maternità per battere la tragica piaga della denatalità che, se permanente, avrà conseguenze sul welfare ben più devastanti del Covid. Diremo no a suicidio assistito e eutanasia, no alla follia di chi vuole rendere l’aborto sempre più utilizzato, sì a una cultura della vita che sappia combattere la tentazione nichilista della ‘cultura dello scarto’ denunciata da Papa Francesco”. Nel corso del congresso, che si concluderà domenica 13, il Popolo della Famiglia ribadirà anche il suo no al referendum sul taglio dei parlamentari.

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