(ASI) Forlì - "Domenica 2 agosto, alle ore 10.25, innanzi al monumento ai caduti di piazzale della Vittoria a Forlì, ci siamo radunati per osservare due minuti di silenzio: il primo per onorare le 86 vittime della strage di Bologna, il secondo per la verità che ancora non è stata svelata a distanza di 40 anni.  
Tante domande, fatti evidenti, piste e ricostruzioni non hanno mai avuto una risposta e un approfondimento e dopo 40 anni di menzogne e stanchi della solita retorica, vogliamo che venga detta la verità.
E’ arrivata l’ora!
In piazza vi erano semplici persone, senza bandiere di partito o alcun simbolo politico, alla ricerca di una verità che manca da 40 anni esatti.
L'iniziativa, che si è tenuta contemporaneamente in tantissime altre piazze d'Italia, è stata promossa dal Comitato ”L’ora della verità”, un comitato spontaneo e senza alcuna colorazione politica nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla ricerca della verità attorno alla strage di Bologna, ribadire come la giustizia non abbia ancora fatto il suo corso, rendere omaggio alle tantissime vittime innocenti della strage e ricordare anche chi ha pagato ingiustamente per la loro morte. NESSUNO DI NOI ERA A BOLOGNA".
Così in una nota Mirco Ottaviani, Dirigente Nazionale Movimento Politico "LA RETE - Per un Blocco Nazionale" e  Promotore dell'iniziativa per Forlì.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Continua a leggere