(ASI)" Vari articoli sui quotidiani di oggi ci dicono che ritorna di attualità la questione della proroga dello stato di emergenza che scade il 31. Il Presidente del Consiglio ha fatto sapere che intende correttamente presentarsi alle Camere per spiegare ragioni e modalità del rinnovo.


Partendo da un pregiudizio positivo sula fondatezza delle prime, il Parlamento dovrà farsi valere sulle seconde. In particolare si tratta di riflettere anzitutto sui limiti di contenuto dei provvedimenti futuri in un contesto che non è comunque di pandemia generalizzata. Misure di limitazione di libertà fondamentali dovrebbero essere adottate solo per specifici ambiti territoriali, per contrastare l’insorgenza dei focolai, e non sull’intero territorio nazionale. Idem per la limitazione delle attività scolastiche e delle attività formative in presenza. Dovrebbe essere comunque consentito il regolare svolgimento della campagna elettorale per le elezioni amministrative, regionali e per il referendum costituzionale del prossimo 20 settembre, ferma restando la possibilità di adottare - con norma di rango primario - specifiche prescrizioni sugli accorgimenti di tipo sanitario da adottare. C’è poi la questione del ruolo del Parlamento durante tale periodo: alle forme di controllo ex ante già inserite va aggiunta una modalità forte di monitoraggio con periodici report del Governo e con una forma di controllo permanente da individuare. Se non si vogliono varare soluzioni più innovative e complesse, anche nella forma semplice di una convocazione in via permanente delle Commissioni parlamentari competenti su comunicazioni del Governo, come avvenuto in passato nel mese di agosto durante gravi crisi internazionali, sulla base di determinazioni della Conferenza dei Capigruppo." Così in una nota Stefano Ceccanti, parlamentare del PD.

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