(ASI) Torino - "Le scuole paritarie di ogni ordine e grado come l'intero comparto dei servizi educativi per l'infanzia, nonostante i numerosi appelli e le proposte avanzate, continuano a non ricevere un sostegno concreto dal Governo. I Comuni si mobilitino per sostenerle concretamente".
Lo afferma in una nota stampa Tommaso Varaldo, Presidente dell'Associazione Infanzia e Famiglia - AIEF e Consigliere Comunale a Chieri. "Invitiamo- continua Varaldo - i tanti Consiglieri Comunali che hanno a cuore il destino di 12 mila scuole paritarie e di oltre 10 mila strutture per l'infanzia a presentare e sostenere la nostra mozione che impegna i Comuni a riconoscere a scuole paritarie e servizi educativi per l'infanzia parificati e privati l'esonero totale del pagamento di qualsiasi tipologia di tributo o imposta locale relativi al periodo di emergenza, nonché una riduzione degli stessi nei mesi successivi". "E' compito delle Istituzioni ad ogni livello salvaguardare il comparto scolastico educativo della Nazione, tenendo sempre bene a mente innanzitutto la legge 62 del 2000 che rende parte del sistema pubblico di istruzione le scuole paritarie e poi che i servizi educativi dell'infanzia, parificati e privati insieme, sopperiscono alle mancanze dello Stato che senza di loro riuscirebbe a garantire un posto, ad esempio nella fascia 0/3anni, appena al 10% dei bambini", conclude Varaldo.

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Continua a leggere