(ASI) "Come Milano e Lombardia siamo stati l'epicentro della "pandemia"e questo nessuno lo nega, ma Milano non può permettersi di fare discriminazioni sul piano della Cultura e di uno spettacolo che non può che concretizzarsi nella dimensione  'dal vivo'. 
Perché non parliamo solo di una fabbrica di sogni ed emozioni ma di tutto un insieme di professionalità che sono ferme senza reddito da più di due mesi. 
E comunque non si comprenderebbe come le disposizioni per evitare l'assembramento decadano quando si parla di manifestazioni e cortei e invece vengano imposte in materia di concerti e spettacolo. Perché si adottano due misure differenti ? 
Ci vuole più coraggio  e volontà politica adesso e permettere alle categorie degli organizzatori e i direttori artistici di fare il proprio mestiere adottando tutte le misure necessarie per la ridefinizione dello spazio scenico. Lo spettacolo deve andare avanti come si suol dire. E ci attendiamo una ripresa definitiva almeno a livello cittadino entro e non oltre il primo di Agosto come richiesto anche dalla nostra mozione comunale. 
Ampio sostegno alle unità sindacali e tutti gli esponenti del mondo dello spettacolo in tutte le sue forme che si stanno sollevando."  Così in una nota il consigliere Simone Sollazzo in occasione del sit in organizzato da Cub a sostegno dei lavoratori dello spettacolo.

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