(ASI) Perugia - Il problema dell’Umbria è il suo atavico isolamento: quante volte lo abbiamo sentito dire a politici, associazioni e dirigenti locali? Eppure sembrerebbe che il messaggio non sia stato ben compreso. Di oggi infatti la notizia che i treni su Roma e Firenze subiranno dei veri e propri tagli. In pratica: per arrivare a Roma, la fermata a Orte con conseguente cambio di treno diventa, purtroppo, irrinunciabile.

Verso nord invece saltano alcune dei treni che collegano Foligno (e quindi anche il capoluogo di regione) con Firenze. Trenitalia ha già messo le mani avanti parlando, nel proprio comunicato ufficiale, di normali contraccolpi provvisori della crisi del Covid 19. Ma sarà davvero così? Lo abbiamo chiesto a Gianni Martifagni, Segretario Generale aggiunto della Cisl Fit Umbria. Il rappresentante dello storico sindacato dei lavoratori del trasporto pubblico, nell’intervista esclusiva gentilmente concessaci, ci ha parlato di una “decisione incomprensibile”, spiegando le cause e gli effetti di un taglio (o, secondo Trenitalia, di un prorogato rinnovo) che rischia di mandare in crisi molte centinaia di pendolari umbri, e perfino di colpire il settore del turismo, quanto mai strategico per il rilancio dell’economia nella Fase 3 dell’emergenza Covid 19.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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