(ASI) "Notte serena amici, oggi non c'è un cazzo da festeggiare". Così il leader del partito che ha rubato 49 milioni di euro agli italiani scriveva nel 2013 sui social offendendo la Repubblica italiana e quanti hanno perso la vita pur di fondare la nostra Nazione su un sistema democratico. È patetico pensare che questa gente oggi scenda in piazza col tricolore dopo aver invitato per anni ad utilizzarlo come carta igienica". Così Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune.
 
"L'Italia non ha bisogno di patrioti dell'ultima ora, quelli che sputano sulla nostra Costituzione, quelli che hanno sostenuto la divisione della Nazione, quelli che insultano lo stesso sistema che ha consentito loro di dilazionare una ruberia allo Stato in 86 anni a condizioni impensabili per i comuni cittadini", attacca Pascucci.
 
"Il presidente Mattarella ha invocato l'unitá nazionale e noi  accogliamo il suo invito affinchè questa festa la smetta di essere solo una parata di grandi rappresentanti istituzionali ma sia invece trasformata nella festa degli italiani", prosegue il coordinatore di Italia in Comune.
 
"Per questo, dall'altra parte, vorremmo assistere a meno spot, meno task force e più concretezza per aiutare le famiglie e le imprese in una fase delicatissima per il sistema economico e sociale del Paese. L'Italia puó ripartire, serve unità nazionale, ma serve riportare le competenze nei ruoli chiave", conclude Pascucci.

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