(ASI) "Considero un fatto molto rilevante che la Camera con 260 voti contro 211 e 9 astenuti l’emendamento riformulato 2.52 che, prendendo come modello la legge 234 del 2012 sui rapporti tra Parlamento e Governo in relazione all’Unione europea, ha un effetto diretto e uno indiretto.
 
Quello diretto è di parlamentarizzare gli ulteriori Dpcm che saranno emanati.
 
Quello indiretto, ponendo dei vincoli di Dpcm, è di disincentivare il loro uso, spingendo così il Governo nella fase due all’uso dello strumento più fisiologico dei decreti legge e al limitare al massimo i Dpcm, come è necessario.
 
Stupisce che i gruppi di opposizione votando No, dopo che erano stati bocciate le altre possibili modalità di parlamentarizzazione, abbiano votato l’unica modalità che a quel punto rimaneva per garantire quel fine condiviso.
 
Ovviamente il meccanismo andrà verificato nell’applicazione ed eventualmente modificato sulla base dell’esperienza, ma il principio per cui nessuna importante scelta può essere sottratta al Parlamento è stato ora affermato con un preciso dispositivo.
 
Spero comunque che il Governo da qui in poi voglia coinvolgere il Parlamento anche oltre gli stretti limiti di legge: ne guadagnerà in qualità il lavoro comune." Così in una nota l'eponente PD Stefano Ceccanti.
 

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