(ASI) “In tutto il mondo sono quasi 2,7 miliardi i lavoratori interessati dalle chiusure parziali o totali delle attività produttive che si sono rese necessarie per contenere l’epidemia del Covid-19. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro prospetta un futuro di milioni di disoccupati e di aumento delle povertà, delle carestie e delle diseguaglianze sociali.
Per la prima volta nella storia della Repubblica, questa Giornata del Lavoro si svolge senza cortei e manifestazioni di piazza e migliaia di persone non possono vivere in questi giorni l’orgoglio di contribuire con il proprio lavoro alla crescita del Paese. La crisi del Coronavirus obbliga la nostra società ad affrontare con tempestività delle sfide di enorme portata. Il Movimento 5 Stelle ha una bussola: nessuna azienda deve chiudere, nessun posto di lavoro deve essere perso, ogni cittadino deve avere un reddito per vivere con fiducia e speranza il proprio futuro”, così in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Daniela Rondinelli.
“L’Europa, dopo una fase iniziale in cui sembrava non aver compreso la gravità della situazione, ha iniziato a porre in essere una serie di strumenti che potranno contribuire ad affrontare l’emergenza sanitaria e contenere la crisi economica e sociale, ma a patto di una loro rapida implementazione. Le settimane che verranno diranno molto su quale ruolo l’Europa intenderà giocare a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e quale futuro si prospetta per il progetto europeo che necessita di un’urgente riforma democratica che superi gli attuali egoismi nazionali e che finalmente si basi su unità, coesione e solidarietà tra i popoli europei. Ci saranno ristrutturazioni profonde che coinvolgeranno singole aziende e interi settori e quindi il modo di lavorare cambierà inevitabilmente, le prestazioni lavorative non saranno più circoscritte in tempi e luoghi, cambierà l’organizzazione del lavoro e le condizioni di impiego. Noi ci saremo per garantire a queste nuove modalità di gestione del lavoro un ampliamento dei diritti e una rimodulazione del sistema di welfare”, conclude Rondinelli.


