Inaccettabile che chi è stato a contatto con positivi al Covid-19 continui a lavorare

(ASI) Roma - “Ho deciso di interrogare il Ministro della Sanità, Roberto Speranza, perché reputo incomprensibile, prevedere la quarantena precauzionale per i soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19 (come definito dall’articolo 14 del decreto legge 18 del 2020, c.d. decreto “Cura Italia), senza prevederla per gli operatori sanitari e di servizi pubblici essenziali, per i dipendenti delle imprese che operano nell'ambito della produzione e dispensazione dei farmaci. Della risposta del Ministro però non mi ritengo affatto soddisfatto perché, nonostante si deleghino le Aziende Sanitarie a valutare quando effettuare il test, trovo pericoloso e senza senso non inserire tale obbligo in una norma, consentendo così, a coloro che sono stati in contatto con malati, di continuare a svolgere la propria attività. Voglio ricordare che sono ben 150 i morti tra i medici, 36 tra gli infermieri e 13 tra i farmacisti. Si è inizialmente sottovalutato il pericolo ed adesso gli operatori sono spesso costretti ad operare senza protezione. È necessario superare questo limite scrivendo un legge che possa tutelare gli operatori sanitari, prevedendo perlomeno di andare in isolamento fiduciario per 72 ore, se stati a stretto contatto di pazienti COVID-19 positivi, e di rientrare in servizio solo dopo aver effettuato il tampone che attesti la negatività al virus, garantendo comunque i controlli diagnostici successivi” - Così l’onorevole Roberto Bagnasco, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali alla Camera, in un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro della Salute firmata anche da colleghi Novelli, Giannetta, Mugnai, Bond, Versace, Brambilla e Giacomoni.

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