(ASI) Roma  – “Per la Sicilia, così come per tutto il nostro Paese, è giunto il momento di avviare una seria riflessione per sostenere la programmazione della Fase 2. Sarà una fase in cui dovremo abituarci a convivere con il virus, dando il via ad una nuova normalità.                                                                               Tale riflessione non può esimerci dal rivedere e, in alcuni casi, cambiare del tutto le stesse priorità perseguite sino a prima dell’emergenza, sia a livello nazionale che regionale. L’agenda politica dove tenere conto di questa grave crisi, non solo per i prossimi mesi. Sarà necessaria, infatti, una nuova programmazione di obiettivi che si proietti al prossimo quinquennio, per una ripresa a lungo termine”. Ad affermarlo il deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle Dedalo Pignatone. 
 
“È necessario, dunque, – va avanti il parlamentare Cinquestelle - cambiare i paradigmi del passato, sia economicamente che politicamente, concentrando la massima attenzione verso quelle categorie che stanno subendo notevolmente gli effetti della crisi. Non possiamo dimenticare che in questa emergenza, alcuni settori stanno soffrendo più di altri. È doveroso rivolgerci a loro con misure assolutamente straordinarie: dal mondo del turismo, a quello delle partite iva, ai professionisti, e altre ancora. Allo stato attuale, il Governo ha già predisposto misure d’urgenza per le situazioni più delicate”.
 
“Politicamente, invece, - continua Pignatone - bisogna entrare in un’era di collaborazione, alla base della riuscita di ogni azione messa in campo. Basta attacchi, stop alle polemiche sterili, gli italiani hanno bisogno, come mai, di una classe politica all’altezza, anche morale, di quanto sta accadendo”.
 
Infine, il deputato sancataldese entra nel merito di un riassetto della sanità regionale, con specifico riferimento alle strutture ospedaliere presenti nel centro della Sicilia e invia una nota alla Presidenza della Regione, all’Assessorato della Salute e all’Asp di Caltanissetta. “Differenziare e specializzare i vari nosocomi – conclude Pignatone - in ossequio alle caratteristiche di ciascuno di essi”.

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