(ASI) Perugia. Oggi, ricevo dall’amico Renzo Baldoni, mio concittadino di Ponte San Giovanni; ex consigliere comunale di Perugia la nota che reputo interessante rendere pubblicato tramite la stampa.


“Dopo giorni e giorni di ricerca, sono riuscito finalmente a trovare le mascherine in una farmacia di Ponte San Giovanni in provincia di Perugia. Benissimo anzi malissimo. Io, mia moglie, 4 figli, 4 nuore e/o compagne, 3 nipoti/e. Compro 12 mascherine.
Pago 42 euro con iva al 22%, e consegno la tessera sanitaria, ma la farmacista con un po’ di imbarazzo mi dice che questi prodotti non usufruiscono della detrazione al 19% perché ?
Nessuno lo sa. Non voglio creare problemi a nessuno e tanto meno alla farmacista incolpevole, esco ma molto molto inviperito. Ma veramente sono tutti impazziti?
Allora permettetemi di fare una garbata comunicazione ai nostri politici che governano il nostro paese e la nostra regione: “siete fuori dal mondo, non rappresentate la società reale, sempre in ritardo sulle cose da fare, in parole povere siete inutili.
Quando questa epidemia avrà cessato di impadronirsi delle nostre libertà, dovete andare tutti a casa “.
A pensare che queste benedette mascherine, è il nostro governo che ci obbliga a comprarle, dovrebbero essere un bene di prima necessità come il latte, il pane, quindi tassate con Iva al 4/5% invece sono considerate un bene di lusso al 22% e non detraibili. Questo deve provare una immediata ondata di sdegno da chi ci governa a livello nazionale e regionale. In questa momento di grande emergenza sanitaria, dove tutti noi rischiamo giorno dopo giorno la vita questi prodotti sanitari utili, indispensabili, e obbligatori, non solo, non dovrebbero avere una tassazione Iva, ma essere totalmente deducibili. Come mai nessuno ad oggi ha affrontato questo problema che ha dell’incredibile per la leggerezza con la quale si stanno affrontando tanti altri problemi”.
Laurent De Bai per Agenzia Stampa Italia

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