(ASI)) L’Associazione Giovani Medici di Roma esprime preoccupazione rispetto alla minaccia di cause legali e alle pubblicità che circolano sul web che incitano alla richiesta di risarcimento del danno.  A tal proposito  ricorda a tutti che il personale sanitario è in prima  linea nella guerra contro il COVID-19 e che ad oggi  conta migliaia di contagiati in Italia con decine di decessi (51 fino a poco giorni fa) tra i medici con un numero in costante crescita.

Non tollereremo speculazioni e pratiche scorrette di chi intende portare in tribunale chi sta sacrificando la propria vita. L'autista del 118 in servizio alla Soreu di Bergamo morto la notte del 13 marzo a causa del Coronavirus, è il primo 'caduto sul lavoro' da Covid-19 riconosciuto dall'Inail, questo a testimonianza che nel pieno dell’emergenza si dovrebbe pensare ad una depenalizzazione della colpa dei medici, almeno per COVID-19, e non insinuare l’idea di rivalse temerarie contro chi è determinato a continuare a lottare negli ospedali e non in tribunale. Chiediamo tutela giuridica perché il peso dell’emergenza sanitaria non può ricadere sulle pelle dei singoli medici più di quanto già sta accadendo; invitiamo i presidenti degli ordini degli avvocati, anche a Roma e nel Lazio sull'esempio della Lombardia, a prendere le distanze da inusuali iniziative da parte degli studi legali che a tutti gli effetti corrispondono a pratiche scorrette di accaparramento. Così in una nota Veronica Lepidini, Presidente Associazione giovani medici di Roma.

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