(ASI) Premesso che non è credibile l'Europa dei banksters e, visti i risultati, ancor meno quella guidata da Germania e Francia, un'Europa che, nell'epoca della grande emergenza sanitaria del coronavirus, brilla per la sua colpevole assenza, oggi, per questa UE, la priorità è approvare il MES, cioè quel meccanismo economico perverso che potrebbe dissanguare ancor di più le casse del nostro Paese. 

Ma non l'ha fatto solo oggi, è un ripetersi diabolico. Ne sono esempio i disastri sociali che ha prodotto nel tempo con la sua insensata politica dell'austerità. Nulla ha fatto per fermare l'invasione dell'immigrazione straniera verso l'Europa e perseguire i nuovi mercanti planetari di schiavi. È rimasta quasi inerte di fronte alla devastante crisi economica che ha colpito pesantamente buona parte dei Paesi membri. Non è stata in grado di prevenire l'occupazione turca di Libia e Siria. Mentre continua a subire i diktat del nuovo "sultano ottomano" Erdogan, che tiene in scacco l'Europa con la minaccia di liberare migliaia di immigrati. Un'Europa che, tuttavia, si è dimostrata cinica, molto attiva e propositiva quando si è trattato di salvare le banche francesi e tedesche.

Questa Unione Europea non ci appartiene perché è distante dalla millenaria civiltà del Vecchio Continente. Altra cosa sarebbe un'Europa Federale dei popoli, sociale e solidale, rispettosa delle sovranità degli Stati, al contempo capace di dotarsi di un esercito e di una politica estera comuni ed idipendenti. Ma la domanda che molto presto gli italiani si porranno è: ha un senso rimanere in questa Europa? 

 

 

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