(ASI) Roma - "Giù le mani dai bambini: la politica si tenga a debita distanza dalla gestione dei minori". È questo il commento con una nota del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla notizia del rinvio a giudizio dei vertici della cooperativa Piccolo Carro di Assisi ordinato stamane dal Gip per le ipotesi di reato di truffa aggravata e frode nelle forniture pubbliche.
"A quanto si apprende - spiega Fedriga - le cinque strutture attive in Umbria, e facenti capo alla cooperativa, avrebbero agito senza le autorizzazioni necessarie per svolgere attività terapeutico-sanitarie, intascandosi indebitamente circa 400 euro al giorno per ogni minore ospitato".
Tra le Aziende Sanitarie costituitesi parte civile, anche quelle di Udine e Pordenone.
"Ciò che desta tuttavia maggior preoccupazione - prosegue il governatore - è l'intreccio tra un tema delicatissimo, quale la gestione dei minori, e la politica: tra i soci della cooperativa figurava infatti, anche se oggi non indagato, il figlio dell'ex Garante per l'infanzia e l'adolescenza di Regione Umbria. Al di là delle implicazioni di carattere penale, che la magistratura verificherà in ogni loro aspetto - conclude Fedriga -, quello che balza all'occhio, e che desta enorme preoccupazione, è la disinvoltura con cui alcune persone si arroghino il diritto di speculare sulla pelle dei bambini, risvegliando nel Paese la sgradevole sensazione che i fatti di Bibbiano non fossero isolati ma, peggio, la punta di un iceberg ben più profondo".
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