(ASI) “La richiesta di condanna all’ergastolo per Gilberto Cavallini, imputato nel processo per la strage di Bologna, formulata dal PM Enrico Cieri desta forte perplessità e, soprattutto, alimenta il timore che tale vicenda giudiziaria soffra ancora di uno sconcertante condizionamento ambientale.

 

Il PM Cieri fu il titolare dell’indagine penale a carico di Thomas Kram, il terrorista tedesco di estrema sinistra indagato proprio in relazione alla strage di Bologna.

L’eventuale responsabilità di Kram nella strage di Bologna era ed è incompatibile con quella di Cavallini e degli altri militanti dei Nar, implicando essa una matrice di estrema sinistra e non di estrema destra.

Il PM Cieri chiese e ottenne l’archiviazione dell’indagine a carico di Kram, sostenendo che gli elementi emersi non erano sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio. Lungi tuttavia dallo scagionare il terrorista tedesco, Cieri scrisse nella richiesta di archiviazione quanto segue: “se la ingiustificata presenza a Bologna, il giorno della strage del 2 agosto 1980, di un terrorista tedesco esperto di esplosivi, identificato con carta d’identità, alimenta un grumo di sospetto che vanifica quello ‘sforzo…di concludere definitivamente questo capitolo del suo passato’, apprezzato dai giudici di Stoccarda nella mite condanna di Thomas Kram per la partecipazione al gruppo terroristico delle Cellule Rivoluzionarie, quel solo e sorprendente fatto non è, tuttavia, sufficiente alla formulazione dell’accusa di partecipazione alla strage alla stazione ferroviaria”. 

Il premier Giuseppe Conte renda disponibili alla difesa di Cavallini i documenti secretati per garantire il giusto processo.

La presidenza della Camera e del Senato prendano atto che, di fronte le evidenze emerse negli ultimi tempi, è necessario fare luce sugli avvenimenti della strage di Bologna.

Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati presentino alle Camere immediatamente la nostra proposta di legge per la costituzione di una commissione d'inchiesta sui fatti di Bologna e sulle connessioni internazionali ad essi collegati. Il parlamento potrà, quindi, garantire terzietá e imparzialità, vista l'estrema importanza degli eventi sul piano internazionale, coinvolgenti anche i nostri servizi segreti. Le testimonianze di numerosi parlamentari e di consulenti che hanno avuto modo di visionare i documenti esaminati nelle commissioni parlamentari d'inchiesta, mettono in discussione la tesi processuale di Bologna."

È quanto dichiarano i parlamentari Federico Mollicone, Isabella Rauti, Galeazzo Bignami.

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