(ASI) Il Po si è gonfiato di circa un metro nelle ultime 24 ore per effetto delle condizioni climatiche straordinarie con l'onda di piena del Po che dal Piemonte potrebbe superare la soglia 2 di criticita' per propagarsi, in seguito, nella restante parte dell'asta fluviale in Lombardia ed Emilia.

E’ quanto afferma la Coldiretti al Ponte della Becca, in occasione dell’allerta della protezione civile in molte regioni. Secondo il monitoraggio della Coldiretti gli effetti del maltempo si fanno sentire anche nei grandi laghi del nord come il Maggiore con un grado di riempimento del 90%, quello di Garda all’87% e quello di Como al 78%, tutti con livelli ben oltre la media del periodo. La situazione del principale fiume italiano – precisa la Coldiretti - è indicati dello stato di sofferenza in cui si trovano molti corsi d’acqua con l’allarme esondazioni ed allagamenti dalla Liguria al Piemonte fino all’Emilia. E’ il risultato di un mese di novembre del tutto anomalo con precipitazioni record in molte regioni, spesso accompagnate da eventi estremi. Pecore, maiali e mucche affogate, ortaggi distrutti, foraggi per l’alimentazione degli animali perduti, vigneti e frutteti devastati, oli e abbattute a terra, serre divelte e capannoni scoperchiati ma anche trattori e macchine agricole nel fango hanno fatto salire a oltre 100 milioni di euro il primo bilancio dei danni nelle campagne dove a preoccupare ora è anche l’impossibilita di seminare nei terreni allagati.  Nei terreni finiti sottacqua la pioggia senza tregua – spiega Coldiretti – sta compromettendo le tradizionali semine autunnali come quelle del grano tenere e del grano duro, con il 50% in media delle operazioni in media ancora da completare. Gli agricoltori non riescono neppure a entrare nei campi per effettuare le necessarie operazioni colturali mentre, dove si è già seminato, i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua. Se il maltempo dovesse proseguire ancora a lungo – conclude la Coldiretti –  sarebbe impossibile completare le semine, con il conseguente azzeramento di buona parte dei raccolti.

 

 

 

 

foto di repertorio

 

 

 

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