(ASI) "Mi sembra rientrare nel dibattito sull'aiuto al suicidio anche la spinta a promuovere scissioni o (intervista di Bettini) ad avallare con tranquillità, se non, al di là dei toni diplomatici, come un sollievo, le scissioni altrui. Pensare che un’area di sinistra liberale, che ha accettato per senso di responsabilità la costituzione dell’attuale Governo, possa rafforzarsi anziché indebolirsi se va a questa difficilissima prova divisa in due mezzi partiti (perché di fronte a una scissione si dividerebbe) invece che unita in un grande partito (anche se provvisoriamente in minoranza dentro tale partito) non mi sembra un’idea feconda per l’Italia, al netto del sistema elettorale e istituzionale in cui questa operazione si inserisce.
Tutti i sistemi hanno comunque bisogno di partiti-perno. Prefiggersi invece di essere uno junior partner già in partenza, sia per gli uni sia per gli altri, a me sembra masochistico sia per chi lo fa sia per chi lo avalla. Poi vedremo il percorso, ma in partenza mi sembrano calcoli sbagliati e le partenze non sono affatto irrilevanti per il percorso.". Così in una nota Stefano Ceccanti.
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