(ASI) "Da oggi si vota tra gli iscritti del Pd. Credo che i criteri fondamentali devono essere due, al di là anche dei testi e dei singoli candidati. Il primo è che (almeno per quanto mi riguarda) non si sceglie da soli.

C’è un percorso che è stato fatto nella scorsa legislatura, di un moderno centrosinistra liberale, che si è affermato dopo un lungo periodo di declino, riprendendo le fila del disegno originario del Pd, Il filo va ritessuto, con umiltà ma certo senza abiure, perché spesso un certo modo di invocare discontinuità esprime di fatto soprattutto volontà di restaurazione, e senza considerare quindi quella legislatura una parentesi per tornare a identità comunque consunte. Le persone con cui questo cammino si è intrecciato stanno quasi tutte in due mozioni: in grande maggioranza in quella di Maurizio Martina (che nei giorni scorsi ha visto formalizzare Simona Malpezzi come portavoce e Tommaso Nannicini come responsabile) e in una significativa minoranza in quella di Roberto Giachetti e Anna Ascani. Massimo rispetto e simpatia per chi sceglie questi ultimi, però penso si debbano concentrare gli sforzi nella direzione collettiva che ha maggiore capacità espansiva. Il secondo criterio è che in un sistema friabile, anche perché a dominante proporzionale, va comunque riaffermata la vocazione maggioritaria, la capacità di parlare a tutto il Paese, evitando di scomporre il Pd in pezzi diversi che poi si dovrebbero paradossalmente alleare. Il Pd deve restare non solo con la sua sigla ma anche con la sua sostanza, con l’ambizione originaria riscoperta dopo il 2013. Questo criterio comporta una leadership inclusiva, che non faciliti fratture, anche non volendo, che sia percepita, anche per l’arco dei sostegni, come effettivamente plurale e non solo di un pezzo del Pd, fosse anche la sua componente più grande per tradizione e radicamento. Una leadership e un lavoro collettivo tipico di una fase di passaggio. Anche qui il criterio converge verso la mozione Martina.". Lo dichiara  in una Stefano Ceccanti, deputato del PD.

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