(ASI) Roma - "Ha fatto bene la Rai a sospendere lo spot che pubblicizza, come se fosse un qualunque detersivo, un servizio per denunciare medici e ospedali.

Si tratta in tutta evidenza di una pubblicità che cerca di sfruttare la debolezza dei malati e delle loro famiglie a fini di lucro" così Federico Gelli, medico, già deputato Pd e Presidente della Fondazione Italia in Salute commenta la decisione della Rai di sospendere lo spot "Obiettivo Risarcimento" dopo le proteste di tutto il mondo della sanità italiana. “Un approccio di questo tipo – spiega - ha contribuito a far raggiungere le 300mila cause legali sul tema del contenzioso in sanità e un costo della medicina difensiva di 13miliardi di euro”

"Quella delle cause contro medici e ospedali - aggiunge Gelli che è inoltre promotore della Legge sulla responsabilità professionale - è una moda che purtroppo ha portato gravi danni al servizio sanitario pubblico e a cui è stata data una risposta seria e precisa con la mia legge sulla responsabilità dei medici approvata nella scorsa legislatura. Si tratta di una normativa che tutela sia i pazienti sia i medici garantendo a tutti il pieno rispetto dei propri diritti e che garantisce che ogni errore, sia doloso che colposo, sia pagato ma senza impedire ai professionisti della sanità di fare il proprio dovere che è innanzitutto quello di curare le persone".

"Tenere i medici sotto costante minaccia di denuncia e/o querela significa infatti spingerli a non intervenire quando l'azione potrebbe rivelarsi eccessivamente complicata così da far mancare a chi ne ha bisogno un intervento per timore di una eventuale e futura denuncia" conclude Gelli.

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