(ASI) Roma,  - Non tendono a diminuire i dati, sempre in crescita, delle morti sul lavoro. L’ultimo caso in Veneto deve fare aumentare la consapevolezza comune che è arrivato il momento di creare più condizioni possibili per tamponare, fino a bloccare, tali inaccettabili disgrazie”.

A dirlo è il segretario generale delle Federazione sindacati industria, commercio e artigianato, Bruno Mariani invitato in occasione del convegno “L'evoluzione del lavoro oggi tra flessibilità e precariato”, promosso da Wolters Kluwer in collaborazione con Fonarcom e Dottrina lavoro.

 “L’Inail tra gennaio e ottobre 2018 ha già contato 945 morti bianche e in regioni come il Veneto, ad esempio, si registra, rispetto all’anno scorso, una crescita del 33,3 per cento”.

 “Bisogna - spiega il segretario di Fesica Confsal Mariani - far ‘fronte comune’ con istituzioni, mondo politico, parti sociali, Forze dell’ordine, datori di lavoro e Ispettorato del lavoro per rafforzare, nel nostro caso anche attraverso la contrattazione, le misure di sicurezza e di prevenzione. 1.029 sagome bianche corrispondono al numero dei morti sul lavoro per il 2017, occorre fare di più insieme concretamente, spronando e aumentando - continua Mariani - anche gli interventi preventivi da parte dell’Ispettorato, i corsi di formazione sulla sicurezza ed un continuo monitoraggio delle imprese nel rispetto della legalità a garanzia dei datori stessi e della vita di ogni - conclude Bruno Mariani - lavoratore”.

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