(ASI) "23 miliardi il valore stimato al ribasso per realizzare la favola del governo in carica . Federcontribuenti: ''dal taglio del bonus cultura poco più di 250 milioni di euro, abolendo la Naspi, la Asdi e gli assegni per il sussidio alla disoccupazione altri 2 miliardi. Eliminando anche gli 80 euro del bonus Renzi e gli sgravi fiscali raggiungeremmo quota 12 miliardi di euro. Non solo la coperta sarà sempre corta ma, con quale beneficio?''.

 

Prigionieri del governo di turno. Reddito di inclusione o reddito di cittadinanza, bonus fiscali, alla cultura, alla disoccupazione o flat tax, ''manca sempre una riforma reale e concreta che metta in discussione il bilancio pubblico e la fame sociale. Perché non pensare di togliere tutti i balzelli fiscali come i bonus per ridare credibilità all'Italia e fiducia agli italiani? Una propaganda durata mesi per un cambiamento che non c'è: ''una manovra che non elimina né gli sprechi e né tanto meno la diseguaglianza e non risolve il problema dell'occupazione e non sapranno come impedire alle banche di aggredire - alzando tutti i tassi di interesse - i titolari di mutui e fidi. ''.

 TASSE E IVA

''Portiamo l'IVA al 18% invece di pensare alla FLAT TA X. Aiuterebbe i consumi e darebbe slancio e convenienza ai nostri prodotti (un esempio – perché il nostro olio extravergine con olive italiane costa il triplo nei supermercati) e infine come respiro alle PMI che potrebbero investire, svilupparsi e dare impiego''. Nel disegno di legge la soglia dei ricavi per accedere alla flat tax sale a 100.000 euro. Il costo è di 3,5 miliardi. ''Vi sembra logico e giusto abbassare il carico fiscale a chi ha ricavi per 100 mila euro l'anno?''.

REDDITO DI CITTADINANZA, SI PARTE DAI CENTRI IMPIEGO e intendono dotare di altri 2 mld le strutture ma, come ricorda il presidente Marco Paccagnella di Federcontribuenti: '' sono già state previste nuove assunzioni nei centri per l’impiego pari a 1.600 unità. Per le politiche del lavoro spendiamo 7 miliardi di euro; il 55% destinato ad incentivi per le assunzioni, il 40% alla formazione, il 4% all’avvio di start-up e l’1% alla creazione diretta di posti di lavoro però, solo il 3% dei disoccupati che si rivolge agli uffici di collocamento riesce a trovare un impiego. Una media irrisoria rispetto ai numeri di Francia e Germania che superano il 20%. Secondo l’Istat, all’anno, almeno 2 milioni e mezzo di persone vi si rivolgono. Che senso ha potenziarli ancor più quando andrebbero invece riformati e formati?

PENSIONI E LA QUOTA 100: non è l'età a contare, ma l'assegno mensile.

''In pensione entro i 65 anni per uomini e donne e pareggio degli assegni. La vecchiaia è un diritto di tutti non solo di chi ha svolto lavori o incarichi di una certa importanza sociale. Parità, equità. L'assegno per tutti non può essere inferiore alle 1.500 euro mensili e nel caso di pensione sociale non sotto gli 800 euro''.

SUD E NORD: la stupida insistenza sul mezzogiorno.

''Le tasse sono alte al nord come al sud si evadono al nord come al sud e cambiano solo i metodi. Il problema del carico fiscale è sempre lo stesso, disparità tra richieste e redditi. Le tasse si pagheranno solo quando il carico fiscale scenderà sotto il 48% del reddito al netto''.

SPENDING REVIEW: nessuno realmente conosce il costo degli Enti locali.

''Basterebbe imporre un tetto di spesa, in base al numero di abitanti, per amministrazione e se sforato si chiederà ai consiglieri in carica di versare di tasca propria l'eccedenza di spesa''.

PACE FISCALE: eliminiamo i debiti caduti in prescrizione e rispettiamo i termini di Legge.

''Chiudere i contenziosi entro i 100 mila euro per cartelle che si trascinano dal 2000 e che violano i termini della decadenza e prescrizione; chiudere i contenziosi davanti ad ISEE non superiori ai 12 mila euro e nessuna pietà verso i grandi evasori''.

In sintesi, ''cerchiamo di uscire dalla palude delle promesse e troviamo subito un modo per scongiurare i sicuri aumenti di tassi di interessi che le banche applicheranno a breve evitando pericolose collisioni con la UE. Abbiamo troppi problemi urgenti in casa per scatenare guerre diplomatiche su terreni che ci vedono in difetto. Subito un salario minimo; abolizione dei contratti a tempo determinato inferiori ai 4 anni; aumento delle pensioni; riforma del sistema fiscale e bancario. Sblocco dei fondi per il rifacimento e manutenzione di tutte le strutture e infrastrutture pubbliche. Insomma, andiamo avanti!''. E' quanto dichiara in una nota Federcontribuenti.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Continua a leggere