(ASI) “Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, così come il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano stanno continuando a minare pericolosamente la vicenda Ilva, facendo lo sgambetto a una cessione in fase di ultimazione.

Vero è che la vendita dell’acciaieria è stata condotta a porte chiuse e di certo non all’insegna della trasparenza, ma la gara e l’assegnazione, se avvenute correttamente, non possono essere spazzate via con un soffio di irresponsabile follia. Di Maio ci dica, e subito, quale sia la posizione del governo su Ilva e se lui stesso abbia previsto una exit strategy (a noi mai pervenuta) da una situazione a dir poco disastrosa. In ballo non c’è solo il futuro di un’azienda alla quale lo Stato e i contribuenti tutti hanno destinato risorse milionarie, ma la sopravvivenza di un sistema socio-economico già in ginocchio. Il ministro tratti con Confindustria il pagamento dei debiti di Ilva nei confronti dell’indotto e verifichi contestualmente, dialogando con gli stakeholder, la possibilità di assorbimento di probabili esuberi dell’acciaieria. Servono scelte di buon senso, mentre sino a oggi abbiamo visto annaspare i governi, responsabili di azioni inconsulte. Si salvi dunque l’Ilva, si salvaguardino la salute dei cittadini e l’ambiente, si attuino le bonifiche, ma si pensi anche a un rilancio globale dell’economia tarantina, a partire dai settori, dalle imprese, pesantemente danneggiati proprio dall’acciaieria”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

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