(ASI) “Decarbonizzare l'Ilva? Un progetto oggi inattuabile. Venderla, renderla sicura, ambientalmente compatibile, produttiva e competitiva sul mercato? Una missione semplicemente impossibile.

La strada da percorrere rimane una sola, quella della progettazione di un nuovo sistema economico, che parta da un patto tra lo Stato e i cittadini, che preveda il superamento dell’acciaieria e degli insediamenti industriali pericolosi per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Stiamo studiando un’alternativa seria, che come avvenuto ormai vent’anni or sono nella Ruhr, dia a Taranto nuove prospettive, di riscatto e quindi di crescita. L’Ilva come risorsa per il territorio non esiste più, e forse, visto ciò che di grave e terribile ci ha lasciato, non è mai esistita. A poche ore dallo scoppio della caldaia nell’acciaieria 2 il sindaco Stefano agisca come deve, e firmi la delibera di chiusura dell’impianto. Al tempo stesso il presidente Emiliano divenga interfaccia tra Taranto e Roma, per gettare i semi di un futuro differente. Un primo passo sia la valutazione dell’istituzione del Fondo per Taranto, una mia proposta già accolta come raccomandazione dal Governo. Servono garanzie per i lavoratori, un sostegno concreto al reddito e idee serie per creare una nuova economia. E’ ora di mettersi tutti al lavoro”, E' quanto dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

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