(ASI) “Una riorganizzazione del servizio sanitario di urgenza ed emergenza medica (118), che pur non comportando nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, renderebbe maggiormente efficiente un presidio fondamentale per le nostre comunità.
La proposta di legge di istituzione del Sistema di emergenza sanitaria territoriale 118, da me presentata, e alla quale hanno aderito i colleghi Sabrina Capozzolo e Roberto Capelli, punta a fare fronte alla maggiore domanda di servizi di emergenza su tutto il territorio nazionale prevedendo una organizzazione basata su dipartimenti provinciali, coordinati a livello regionale. Il Sistema è organizzato in conformità ai parametri della popolazione servita (minimo 300.000 abitanti e massimo 1.500.000 abitanti) e delle postazioni dotate di mezzi di soccorso avanzato (minimo 12 e massimo 30). Le attuali linee guida, in vigore dal 2013, applicate nelle singole regioni, non sono risultate sufficienti a garantire il superamento di carenze e difficoltà. Servono parametri generali inderogabili, previsti nella proposta di legge, utili ad ottimizzare ogni sforzo e a rendere virtuoso il sistema", lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro della Camera per il Gruppo Misto.

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