(ASI) “A 24 anni dalla strage di Capaci la memoria del sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro è e rimarrà sempre viva. Il 23 maggio del 1992 lo scontro tra Stato e mafia conobbe uno dei momenti più drammatici di sempre, seguito, poco dopo, dall'uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta a via D'Amelio.
Lo Stato seppe reagire: tra mille difficoltà e paure si  rispose ad una aggressione senza precedenti.

Oggi ricordiamo le figure di questi servitori dello Stato, il loro impegno in una guerra che ancora non è vinta. I processi hanno consentito di accertare le responsabilità ma sappiamo che ancora molto è da fare.

Il recente attentato al presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, impone che si prosegua nell'opera di contrasto alla malavita organizzata su ogni fronte.

È uno scontro che non consente mediazioni e che si combatte su più fronti. Su quello della prevenzione e della repressione ma anche su quello culturale. Alle parole appassionate di Gesualdo Bufalino facevano eco gli appelli del giudice Falcone: prima di tutto serve un esercito di maestri per combattere la mafia.

È una battaglia che lo Stato italiano porta avanti con decisione ma che non può essere vinta se non si istilla nelle persone il senso profondo della giustizia e della legalità.

Per questo è fondamentale perpetuare il ricordo di chi ha perso la vita per difendere i valori più importanti della nostra comunità. Siamo vicini a chi è caduto e alle loro famiglie, rinnovando il nostro impegno nella lotta per la legalità.”. Dichiarazione di Debora Serracchiani, Vicesegretario del PD.

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