Immigrazione: Calderoli, dove ci sono profughi c’è business, la magistratura indaghi

(ASI)  “La magistratura faccia luce su come si spendono i soldi pubblici per i presunti profughi. Non c’è solo “Mafia Capitale”, nella maggior parte dei casi dove vengono alloggiati questi rifugiati si sviluppa un business poco chiaro”.

E’ l’appello che Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato, rivolge alla magistratura poiché “non passa giorno senza avere nuove conferme che l'immigrazione è soprattutto un giro di affari sul quale a guadagnarci sono spesso gli amici di coloro che decidono le politiche da adottare e stanziano i relativi finanziamenti”.

Calderoli afferma: “L'inchiesta di "Libero" pubblicata oggi prende in considerazione la Toscana e cosa fanno Arci, Caritas e Cooperative rosse, ma credo che il medesimo ragionamento sia applicabile anche alle altre zone del paese”. E continua: “Il responsabile immigrazione dell'Arci spiega che "ad ogni rifugiato oltre a vitto e alloggio vanno circa 80-100 euro al mese per la spesa e vengono messi in appartamenti affittati da Arci". Queste associazioni, legate ai soliti ambienti, organizzano poi corsi di ogni tipo per gli ospiti - denuncia -  ognuno dei quali viene ovviamente pagato con soldi pubblici”.

“Non ci sono quindi solo "Mafia Capitale" e lo scandalo del centro di Mineo, ma - aggiunge Calderoli -  nella maggior parte dei casi dove vengono alloggiati presunti profughi si sviluppa un sistema sul quale sarebbe opportuno che la magistratura facesse luce, perché  - conclude - la mia impressione è che ci sia qualcosa di poco chiaro nella gestione di questa immensa quantità di denaro”.


Redazione Agenzia Stampa Italia

 

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