(ASI) La preoccupazione comune è il minimo comune denominatore della politica internazionale a seguito degli ultimi avvenimenti in Libia.

Questa grande preoccupazione e il rischio di un colpo di stato proviene dal mondo arabo ancor prima che dall'Europa. La prima prova ne è l'Egitto dove il Presidente Al Sisi evacua i suoi cittadini dal territorio libico dopo la pubblicazione delle foto da parte del Regime dello Stato Islamico di 21 egiziani cristiani copti che sarebbero stati presumibilmente rapiti gli scorsi mesi. Non c'è più tempo per trascurare la situazione tragica che da mesi regna in Libia, da quello che ci informano giorno dopo giorno le nostre fonti mediche e cittadini libici locali anche su una situazione sanitaria ed umanitaria tragica visto che i feriti libici non vengono piu' a curarsi in Italia ed in Europa.

Alla preoccupazione esternata dal Ministro degli Esteri Lorenzo Gentiloni e dal Premier italiano Matteo Renzi si associa la reazione della Comunità del Mondo Arabo in Italia.

La Co-mai si appella a Renzi e a Gentiloni per promuovere un'azione diplomatica congiunta ,Governo Italiano,Europa ed Onu ,per la stabilizzazione della Libia. "Salvaguardare la Libia e combattere l'avanzamento del terrorismo sone due questioni che riguardano tutti e che mira ad un interesse di pace condiviso a livello internazionale. Bisogna salvaguardare tutti i cittadini del mondo, siano essi libici, italiani, stranieri o occidentali senza distinzioni di nazionalità o religione". non ci sara' mai una soluzione duratura contro l'immigrazione irregolare finchè c'e' instabilita' in Libia ed un mercato degli esseri umani con enormi guadagni sulla pelle degli stessi immigrati ed i rifugiati politici .Queste le parole incisive di Foad Aodi Presidente di Co-mai.


Redazione Agenzia Stampa Italia

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