(ASI) - Chieti - Ci facciamo raccontare dall'Avv. Enrico Raimondi, ex Presidente del Consiglio Comunale sotto l'amministrazione di centrosinistra di Francesco Ricci, la vicenda legale dei lavoratori esclusi dalla Teate Servizi:

"La vicenda parte da lontano, - ha attaccato l'Avv. Raimondi - abbiamo impugnato una serie di lavori di somministrazione di manodopera risalenti al 2008 e abbiamo sostenuto la loro illegittimità sotto una pluralità di profili. Quello principale, secondo una tesi che ho sostenuto in giudizio, è che non è possibile ricorrere alla somministrazione di manodopera a tempo determinato per soddisfare esigenze stabili di manodopera, così come è accaduto con Teate Servizi". Parliamo di lavoratori che - ha continuato l'Avv. Raimondi - sono stati utilizzati per svolgere lavori di manutenzione del verde, dei servizi cimiteriali, così come attività amministrative connesse all'attività ordinaria di Teate Servizi e che sono stati lasciati per anni nella precarietà senza avere la possibilità di una loro stabilizzazione alle dipendenze della società partecipata. La domanda originaria che abbiamo formulata in giudizio è stata quella di chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente alla società, in subordine abbiamo chiesto il risarcimento del danno.

 

Il Tribunale di Chieti ha ritenuto di accogliere soltanto la domanda finalizzata al risarcimento del danno e parliamo di dodici mensilità di retribuzione per ogni lavoratore e so che la sentenza è stata impugnata da Teate Servizi in appello per cui dovremmo verificare se la Corte d'Appello accoglierà la richiesta di trasformazione del rapporto a tempo indeterminato o confermerà soltanto il risarcimento del danno. Se dovessimo riformare la sentenza, nel senso di imputare i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, - ha precisato Raimondi - Teate Servizi dovrà costituire un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con questi lavoratori, altrimenti sarà fermo il risarcimento del danno che Teate Servizi dovrà corrispondere direttamente ai singoli lavoratori. La società oggi, - conclude - nonostante sentenze di primo grado esecutive, ha liquidato solo uno di questi dipendenti, mentre gli altri lavoratori sono ancora in attesa di essere risarciti secondo quanto stabilito dalla sentenza  e questo ci ha costretto a procedere a pignoramenti che hanno aggravato la posizione debitoria di Teate Servizi".

Pertanto, si chiede: per l'errore di qualche funzionario dell'ente, della Teate Servizi, ergo del Comune di Chieti che è l'unico azionista della società che riscuote i tributi comunali, chi pagherà? Pagheranno i cittadini già vessati dalle tasse? E' doveroso che se qualcuno ha sbagliato, paghi.

INTERVISTA ALL'AVVOCATO ENRICO RAIMONDI:


http://www.youtube.com/watch?v=5_SJRgwwYzA

 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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