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(ASI) Londra - Ieri a Londra si è svolta la conferenza internazionale sulla Somalia. Obiettivo : porre fine al caos politico ed umanitario. «Non è solo il caso della Somalia, ma è in pericolo la sicurezza internazionale», ha dichiarato con un ottimismo incrollabile, il primo Ministro britannico David Cameron, che ha co-presieduto la conferenza assieme al Presidente somalo Hassan Sheikh Mohamoud. Da diversi anni la Somalia vive nella morsa di una crisi alimentare senza precedenti a causa della siccità e della guerra civile, ancora in atto,  che ha sconvolto il Paese del Corno D’Africa sin dal 1991. Il 2 maggio, la FAO e la rete di allarme (FEWS) hanno reso  pubblico un rapporto sulla situazione alimentare nella Somalia. Secondo il rapporto, la crisi umanitaria, soprattutto nel centro e nel sud dove ha già fatto circa 258 000 vittime, di cui  133.000 sono bambini sotto i cinque anni.

Un dato molto  significativo che lancia un grande allarme perché l’ammontare delle morti  rappresentano il  4, 6% della popolazione totale. Un altro aspetto importante di questa novità rimane la siccità cronica.  Per quanto riguarda lo stato dell’economia il tasso di inflazione, negli ultimi anni ha raggiunto un livello da primato. A questo si aggiunge il fallimento del sistema di produzione e la fragilità dell'apparato statale.

Ciò che rende  più grave la situazione  e che rafforza ulteriormente la precarietà è il fatto che le aree del Paese  sotto il controllo dei militanti di Al-Shabab continuano ad interrompere il flusso di aiuti umanitari alla popolazione civile.

Un importo golbale di oltre € 70 milioni di euro è stato promesso alle autorità somale per favorire la ricostruzione del paese devastato dalla lunga guerra civile che dura da 22 anni.

Milandou Neftali Herbert – Agenzia Stampa Italia.

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