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(ASI) Fervono i preparativi dei partiti  prima della discussione e votazione della mozione di sfiducia al Governo Berlusconi in agenda alla Camera dei deputati il 14 dicembre 2010. Prima che ciò avvenga si cercano in Parlamento, alchimie politiche e si compongono insolite cordate, il tutto finalizzato esclusivamente a rendite di posizione di fazione.
Infatti, in uno scenario di crisi economica globale, l’instabilità politica acuisce i problemi , già grandi, del  nostro Paese. La percezione della gente è che l'’emergenze sociali impellenti d’affrontare a Montecitorio sono altre:

difficoltà delle famiglie e pensionati ad arrivare alla seconda settimana del mese,  disoccupazione crescente, produzione industriale e consumo anche dei beni primari in diminuzione, ristrettezza del credito per finanziare le aziende in difficoltà con conseguente chiusure di imprese e licenziamenti delle maestranze. Problematiche che richiedono interventi immediati e soluzioni concrete, Situazioni che purtroppo non vengono prese in considerazione come si dovrebbe.

Per ritornare alla crisi di governo e i suoi sviluppi, molto importante sarà osservare come agirà  il Capo dello Stato italiano Napolitano, le cui decisioni su questa vicenda, alla fine saranno fondamentali. Si mormora che il Presidente della Repubblica Napolitano, in caso di sfiducia del governo in carica, non sia intenzionato a sciogliere le Camere, provando a formare un governo tecnico.   Proprio come asserisce Bersani, Segretario Nazionale del PD: "Abbiamo bisogno di un passaggio di transizione che ci porti fuori dalla palude, un governo di responsabilità istituzionale largo che però dia un futuro all'Italia, sennò si andrà avanti così e si andrà al voto, come vuole Berlusconi, con un referendum su di lui".Forti della prospettiva di un governo tecnico, ieri, c’è stata anche un’intesa fra Rutelli, Casini e Fini per presentare una mozione di sfiducia comune.

I tre soggetti politici hanno dato vita ad un’alleanza tattica che, insieme all’opposizione formata da Idv e PD,  avrebbe i voti per sfiduciare il governo Berlusconi o per costringere il premier a dimettersi e formare un nuovo Esecutivo, magari con Fini,Casini e Rutelli. Esito dell’intesa è la proposta  fatta da  Carmelo Briguglio (Fli): “Berlusconi si dimetta senza sfiducia, altrimenti non sarà riproponibile. Il nome di un presidente del consiglio contro cui sarebbe sottoscritta una mozione di sfiducia non può essere nè riproposto nè accettato da coloro che hanno firmato la sfiducia. Berlusconi vada al Quirinale e si dimetta prima”.

Ipotesi queste, fortemente contrastate dalla dichiarazione del Coordinatore nazionale del PDL Denis Verdini: “Nessuna trattativa per un Berlusconi bis: o fiducia o voto – e precisa-"A parte la questione dei numeri, di chi li dà e chi li usa strumentalmente, noto che da più parti si fanno insinuazioni e si rilanciano indiscrezioni circa una trattativa sotterranea in corso fra Pdl, Fli ed Udc per arrivare ad un fantomatico Berlusconi bis. Niente di più falso e infondato. 
Il Pdl resta fermo sulla posizione già espressa dal suo leader e dal leader della Lega. L’unica possibile alternativa è: o fiducia o voto. Tutto il resto appartiene al bagaglio delle strategie di chi vede con preoccupazione l’avvicinarsi del 14 e sa che il governo otterrà la fiducia e con essa l’autosufficienza. ".

Pronta replica di Carmelo Briguglio (Fli):”  il presidente del Consiglio fino all’ultimo ripete alle proposte politiche e ad atti parlamentari impegnativi e motivati, come la mozione di sfiducia, con invettive e anatemi di irresponsabilità che non ci fanno alcun effetto. L’irresponsabilità è di chi vorrebbe andare alle elezioni con questa legge elettorale che avrebbe come unica conseguenza l’anatra zoppa, cioè la Camera con una maggioranza e il Senato con un’altra. Berlusconi se vuole questo,  sapendo di non poter vincere le elezioni, si renderà conto che avrà un’Italia in balia del caos e dell’ instabilità politica e istituzionale, facile preda delle speculazioni finanziarie, debole sul piano internazionale e incapace di programmare. Per Berlusconi sarebbe questo il nuovo sogno degli italiani?

Ma Antonio Di Pietro, Segretario Nazionale dell’IDV: non vede in un governo di responsabilità la soluzione alla crisi, piuttosto "entro la primavera del prossimo anno si deve andare al voto - e aggiunge - "L'Italia dei Valori ribadisce che il 14 dicembre, che ci sia o non ci sia la fiducia, ci sarà comunque una maggioranza ballerina di un voto di qua piuttosto che di là. E, molto probabilmente, ci sarà una fiducia a Berlusconi al Senato e una sfiducia alla Camera". "Questo - sottolinea Di Pietro -, rende impossibile qualsiasi soluzione governativa che possa permettere di governare nell'interesse del Paese. Si tratterebbe di un esecutivo che potrà soltanto vivacchiare senza poter fare alcunché, in quanto appunto non potrà avere a disposizione una maggioranza adeguata. L'unica cosa che potrà fare, ma gli basteranno tre mesi, é una riforma della legge elettorale. Ma credo comunque che entro la primavera del prossimo anno si debba andare al voto. E noi in questo senso adegueremo le nostre decisioni".
Di Pietro ha comunque escluso di potersi presentare alle elezioni con Udc e Futuro e Libertà, perchè per l'Idv è fondamentale un programma condiviso . "E l'unico programma che può condividere il Centrosinistra - ha detto - é all'interno del triangolo composto da Partito Democratico, Idv e Sinistra Ecologia Liberta'".