(ASI)Donald Trump ha esordito proclamandosi uomo di pace, la realtà lo contraddice clamorosamente. A parole tanti messaggi pacifici e rassicuranti, ma dall'inizio del suo mandato si è avuta una sequela di atti ostili da parte degli USA anche contro il diritto internazionale. Sarebbe lungo elencarli.
Da ultimo si stanno mettendo a punto i preparativi per una nuova aggressione unilaterale alla Repubblica Islamica dell'Iran: forse è questione di poche ore. Anche questa volta, senza alcum mandato dell'ONU. Siccome non si tratterà di una passeggiata, ma di un conflitto non solo regionale (tra l'altro, nell'area sono arrivate anche due portarei, una russa e una cinese), è tempo di fare un bilancio preventivo. Pesanti costi e danni ricadranno sulla comunità internazionale. Nel capitolo delle distruzioni materiali e delle morti che sanno ingenti occorre aggiungere una voce, di cui purtroppo non si tiene abbastanza conto. Il sistema informatico, sul quale si basa la modernità, le transazioni bancarie, finanziarie e commerciali ecc. ecc, passa attraverso i fondali marini di varie parti del mondo. Tra queste il Mar Rosso. Una guerra che interessi questa zona potrebbe avere effetti distruttivi a livello planetario, con l'annientamento o il grave danno (anche involontario) al sistema di cablaggio che interessa anche lo stretto di Hormuz, a due passi dall'Iran. Senza considerare il rialzo sproporzionato del prezzo di materie prime strategiche, come petrolio e gas. Vale la pena assecondare le guerre infinite degli USA?
* Immagine di Khamenei e Trump generata dall'intelligenza artificiale Microsoft Copilot.


