(ASI) La Russia non ha inviato mercenari, in Venezuela, per proteggere il presidente Nicolas Maduro. Lo ha precisato oggi il Cremlino, smentendo così quanto riportato, nei giorni scorsi, dai media internazionali. Prove di dialogo, intanto, tra Washington e Caracas. I diplomatici americani potranno rimanere in loco, nel breve periodo, grazie ad un accordo tra le due capitali che prevede un confronto, per un massimo di 30 giorni, al fine della creazione di Sezioni di interesse da ambo le parti. 

L’intesa è giunta dopo l’ultimatum, lanciato giovedì, del paese sudamericano di interrompere totalmente le relazioni bilaterali entro 72 ore, con Donald Trump, a causa dell’appoggio dato dalla Casa Bianca al leader del parlamento Juan Guaidò. La tensione, però, rimane alta poiché quest’ultimo ha chiesto all’esercito locale, nel pomeriggio, di non intervenire per fermare le altre manifestazioni che potrebbero essere annunciate a breve. Il consigliere per la sicurezza nazionale, dell’amministrazione a stelle e strisce, John Bolton ha evocato “risposte significative” nel caso in cui le autorità venezuelane minacciassero l’incolumità del leader trentacinquenne e dei rappresentanti del tycoon sul posto. Il suo segretario di Stato, Mike Pompeo, ha partecipato sabato alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, durante la quale ha avuto un durissimo scontro verbale con l’ambasciatore di Mosca. Vassily Nebenzia ha accusato infatti il paese d’oltreoceano di aver attuato un colpo di stato in Venezuela, ma l’interlocutore ha bollato tutto ciò come falso.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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