(ASI) Dall’invasione all’attacchi aerei? Nel 2006 Israele reagì a una situazione simile a quella odierna, un’”assedio”, protagonista il movimento di resistenza sciita libanese Hezbollah, quando invase il Libano.

Fu la prima cocente sconfitta dello Stato ebraico, da sempre abituato a dettar legge a tutti i suoi vicini arabi, e con alle spalle 4 guerre vinte, ‘48, ‘56, ‘67, ‘82. Oggi, il fronte antiisraeliano è ancora più forte, perché c’è l’Iran, c’è di nuovo non solo Hezbollah, ma anche una Siria protetta dall’intervento russo nel paese, dalla parte di Assad. Questo spiega perché lo Stato ebraico non osa invadere né la Siria né il Libano, e ricorre all’aviazione. Ma di nuovo subisce sconfitte, non la guerra, ma sicuramente alcune battaglie importanti. Come quella che ieri ha visto la contraerea siriana abbattare un F-16, si dice con 6 morti in territorio israeliano. E’ presto parlare di svolta storica, ma certo lo Stato ebraico dovrà mettere in conto, in caso di nuove sue aggressioni e interferenze in Siria e in Iran, la possibilità di subire altri rovesci dalla crescita degli Stati sovrani che continua a minacciare, e che la Russia, nonostante la sua formale equidistanza, continuerà a proteggere.

Claudio Moffa

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