(ASI) James Mattis ha dichiarato oggi che gli Stati Uniti non possiedono prove relative all’impiego delle armi chimiche in Siria, ma ha aggiunto che hanno dei forti sospetti in merito all’uso del gas sarin contro i civili.

Il ministro della Difesa americano ha annunciato così che Washington sta valutando con molta attenzione le denunce, di alcune organizzazioni non governative vicine ai ribelli che si oppongono al rais Bashar al – Assad, relative a tali ipotetiche azioni ostili vietate da anni dalla comunità internazionale. Il regime siriano, secondo il capo del pentagono, “avrebbe sbagliato a violare di nuovo la convenzione” che mette al bando questi dispositivi bellici. La presa di posizione odierna segue, a distanza di ventiquattro ore, l’annuncio di alcuni alti funzionari dell’amministrazione Trump secondo cui la Casa Bianca si riserverà, se necessario, il diritto di utilizzare l’opzione militare per punire Damasco. Quest’ultimo sarebbe nel mirino del tycoon per aver ucciso recentemente una ventina di civili, tra cui molti bambini, utilizzando sostanze proibite. L’azione ipotizzata dai generali, secondo alcune indiscrezioni trapelate da fonti di stampa, potrebbe avvenire con maggiore intensità rispetto a quella realizzata lo scorso 7 aprile. Eventuali raid aerei e lanci di missili metterebbero però, ancora di più, a dura prova i rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia per il sostegno di quest’ultima al rais di Damasco.                                                                                                                   

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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