(ASI) “La sinistra italiana ha due pesi e due misure e in questi giorni lo ha dimostrato con una chiarezza imbarazzante. Il 18 ottobre scorso, il giorno dopo l'attentato subito da Sigfrido Ranucci, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein saliva sul palco del congresso del Partito Socialista Europeo ad Amsterdam per accusare l'Italia, sostenendo che la democrazia e la libertà di stampa sono a rischio quando l'estrema destra è al governo.
Un attacco diretto e strumentale al Governo Meloni, lanciato all'estero, nel momento più delicato, senza avere alcuna prova. Oggi che sono emersi i legami tra lo stesso Ranucci e Valter Lavitola, con la magistratura al lavoro per chiarire contorni inquietanti di questa vicenda, dal Partito Democratico non è arrivata una parola di scuse. Chi accusa il Governo italiano di minare la democrazia davanti all'Europa intera dovrebbe avere il coraggio di ammettere l'errore quando i fatti raccontano tutt'altra storia. Invece il silenzio, lo stesso silenzio che la sinistra ha scelto quando la premier Giorgia Meloni è finita nella lista nera pubblicata da un quotidiano iraniano, legato al regime di Teheran, che indicava tredici leader occidentali come responsabili della morte dell'ayatollah Khamenei, tra minacce di vendetta e fotomontaggi in divisa da detenuti. Un attacco gravissimo alla massima carica dell'esecutivo italiano, davanti al quale ci si aspetterebbe una condanna unanime e trasversale. Invece Elly Schlein e Giuseppe Conte non hanno speso una parola di solidarietà per la presidente del Consiglio, e lo stesso silenzio è arrivato dal resto del campo largo. Lo stesso Partito Democratico e lo stesso Movimento Cinque Stelle che si stracciano le vesti ogni volta che si tratta di attaccare il Governo Meloni, si sono voltati dall'altra parte quando a essere minacciata da un regime autoritario è stata proprio la premier italiana. Non è un caso isolato, è un metodo, ed è un metodo che lascia l'amaro in bocca. Accuse gravissime senza uno straccio di prova quando si tratta di colpire l'esecutivo, silenzio assoluto quando si tratta di difendere le istituzioni del Paese e la sua massima carica di fronte a un regime che minaccia apertamente vendetta. È una vergogna che pesa tutta sulla coscienza di chi antepone il calcolo politico al senso dello Stato, e gli italiani meritano di saperlo”. 'Così, in una nota, il dirigente nazionale di Fratelli d'Italia Lino Ricchiuti.

