“A distanza di anni da quel proclama di grande effetto mediatico lanciato dal Ministero della Giustizia a nome del Governo "mai più bambini in carcere" e dalla Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti (2021) i bambini presenti in cella con le madri sono attualmente 30. Mai tanti negli ultimi anni”. Così Aldo Di Giacomo (F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP.), riferendo che “l’Icam - Istituto a custodia attenuata per madri con bambini al seguito - di Lauro, vicino ad Avellino, ha il triste primato di bambini in carcere con le madri: sono 13 su un totale di 30 bambini che si trovano, oltre a Lauro, a Torino "Lorusso e Cutugno", Milano "San Vittore", Venezia "Giudecca", Cagliari. La maggior parte delle donne detenute sono straniere o di etnia rom, spesso arrestate per piccoli reati. Il governo ha reso facoltativo il rinvio della pena avendo come obiettivo proprio loro, le quali secondo il governo fanno figli principalmente per non andare in carcere. Di fatti, nel 2025, col decreto sicurezza il rinvio della pena per le donne incinte o con bambini di meno di un anno è diventato facoltativo. In alternativa al carcere in Italia ci sono solo due case famiglia protette, a Milano e a Roma. Si tratta – spiega Di Giacomo - di struttura istituita con una legge nel 2011, senza però prevedere alcun finanziamento pubblico per costruirne. Se non c’è alcuna sensibilità rispetto alla barbarie di tenere piccoli nelle carceri, una gestione efficiente dei nostri penitenziari è semplicemente impensabile e non c’è più nulla da scandalizzarsi se poi la magistratura chiude interi reparti del carcere di Firenze per “mancanza delle condizioni igieniche, di abitabilità e di sicurezza previste dalla legge” che segna un punto di non ritorno nell’emergenza penitenziaria che denunciamo da sempre. E non possono bastare sentenze periodiche della CEDU di condanna del Governo Italiano a rimuovere le cause di responsabilità politica ed istituzionale. È in generale sulla giustizia che vanno superati ritardi ed inadeguatezza. Basti pensare che la legge di bilancio 2026 ha tagliato di oltre il 60 per cento i fondi per le strutture della giustizia minorile e che 30 bambini oggi – un anno fa erano una dozzina - non vivono in un luogo qualunque. Diventa perciò sempre più necessario accelerare i provvedimenti per mettere fine a questa barbarie nei confronti dei piccoli. Dopo anni di proposte di legge depositate in Parlamento per il superamento degli istituti e il passaggio a case e strutture specifiche, intensificheremo ogni iniziativa in grado di dare una svolta a questa vicenda prima di tutto di inciviltà umana”. Così conclude la nota dell Segretario Generale Dott. Di Giacomo Aldo.


