Valdegamberi( Futuro Nazionale) : IP ceduta alla compagnia statale azera SOCAR: tutte le contraddizioni del governo sovranista italiano

No a cessione i propri asset a uno stato dittatoriale senza esercitare il Golden Power, per tutelare gli interessi nazionali.

(ASI) La cessione del 99,82% di Italiana Petroli (IP) alla compagnia petrolifera statale azera SOCAR rappresenta un passaggio di enorme rilevanza economica, industriale e geopolitica per il nostro Paese. L’operazione, dal valore stimato di circa 2,5 miliardi di euro, riguarda uno dei principali gruppi energetici italiani, con una rete di migliaia di distributori, due raffinerie, depositi logistici strategici e oltre 1.500 lavoratori.

Questa acquisizione mette clamorosamente a nudo tutte le contraddizioni della politica europea e italiana degli ultimi anni.

Da una parte si costruisce una narrazione fondata sulla contrapposizione tra “democrazie” e “autocrazie”, giustificando sanzioni, rotture diplomatiche e pesanti ricadute economiche sui cittadini italiani; dall’altra, asset strategici nazionali passano senza particolari ostacoli sotto il controllo diretto di Stati governati da regimi autoritari, purché ritenuti funzionali agli interessi energetici occidentali.

L’Azerbaijan è guidato dal 2003 da Ilham Aliyev, succeduto al padre Heydər Əliyev, in una continuità di potere che dura da oltre trent’anni. Numerose organizzazioni internazionali denunciano da tempo repressione del dissenso, limitazioni della libertà di stampa e persecuzioni nei confronti di oppositori politici e attivisti.

Eppure tutto questo sembra improvvisamente passare in secondo piano quando entrano in gioco petrolio, gas e interessi strategici (altrui).

La stessa Europa che pretende di impartire lezioni morali al mondo ha accettato senza particolari imbarazzi rapporti privilegiati con un Paese coinvolto nel dramma del Nagorno-Karabakh, da cui nel 2023 oltre centomila armeni sono fuggiti per paura di ritorsioni e violenze.

La domanda che i cittadini italiani dovrebbero porsi è semplice: esistono davvero principi universali oppure esistono soltanto interessi economici travestiti da battaglie etiche? Per anni ci è stato detto che fosse necessario interrompere rapporti economici con la Russia “in nome dei valori democratici”. Oggi invece scopriamo che le “autocrazie” possono diventare interlocutori perfettamente accettabili quando garantiscono approvvigionamenti energetici, investimenti finanziari o stabilità dei mercati.

Questa doppia morale rivela una verità scomoda: non esistono dittature buone o cattive in base al rispetto dei diritti umani, ma in base alla convenienza geopolitica del momento.

Nel frattempo l’Italia continua a perdere controllo sui propri asset strategici, sulla propria politica energetica e sulla propria sovranità economica. Non stiamo parlando soltanto di distributori di carburante, ma di infrastrutture fondamentali per la sicurezza energetica nazionale.

L’operazione solleva inevitabilmente anche interrogativi politici: perché non è stato esercitato il golden power? Perché lo Stato italiano non ha ritenuto strategico mantenere sotto controllo nazionale una rete energetica così rilevante? Difendere infrastrutture critiche non significa protezionismo ideologico, ma tutela concreta dell’interesse nazionale.

Futuro Nazionale denuncia questa ipocrisia sistemica e chiede una politica estera coerente, fondata sull’interesse nazionale, sulla difesa degli asset strategici italiani e su criteri chiari che valgano per tutti, senza moralismi selettivi utilizzati a convenienza.

L’Italia non può continuare a svendere i propri pezzi migliori senza interrogarsi sulle conseguenze future in termini di autonomia economica, sicurezza energetica e sovranità strategica." Così in una nota Stefano Valdegamberi, Consigliere Regione Veneto di Futuro Nazionale. 

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